HPV e Pap test: ogni quanto farli e come funziona lo screening in Italia
Il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci di prevenzione primaria in ginecologia, con un impatto concreto e documentato nella riduzione dell’incidenza dei tumori correlati al virus, in particolare il carcinoma della cervice uterina ma anche neoplasie di vulva, vagina, ano e orofaringe.L’HPV è un virus estremamente diffuso, trasmesso prevalentemente per via sessuale, e si stima che la maggior parte delle persone sessualmente attive entri in contatto con almeno un genotipo nel corso della vita. Tuttavia solo una parte delle infezioni persiste e può evolvere verso lesioni precancerose e successivamente tumorali, ed è proprio su questo passaggio che interviene la vaccinazione, prevenendo l’infezione da parte dei ceppi ad alto rischio oncogeno. I vaccini attualmente disponibili coprono i genotipi più frequentemente associati al cancro e hanno dimostrato un’elevata efficacia soprattutto se somministrati prima dell’inizio dell’attività sessuale, motivo per cui in Italia la strategia vaccinale è rivolta principalmente agli adolescenti, con offerta attiva e gratuita nel dodicesimo anno di vita sia per le ragazze che per i ragazzi, ampliando così la protezione individuale e contribuendo alla cosiddetta immunità di popolazione. L’importanza della vaccinazione non si esaurisce però nella fascia adolescenziale, poiché può essere proposta anche in età adulta, in base alla valutazione clinica individuale, con benefici comunque significativi in termini di prevenzione delle reinfezioni e delle lesioni correlate.
Accanto alla prevenzione primaria rappresentata dal vaccino, il sistema sanitario nazionale ha strutturato un programma di prevenzione secondaria attraverso lo screening organizzato del tumore cervicale, che costituisce un pilastro fondamentale della sanità pubblica. In Italia lo screening è attivo su tutto il territorio nazionale, seppur con alcune differenze regionali in termini di modalità operative e copertura, ed è rivolto alle donne in una fascia di età definita, generalmente tra i 25 e i 64 anni, con invito attivo da parte delle aziende sanitarie locali. Il modello attuale prevede un approccio differenziato per età, con Pap test ogni tre anni nelle donne più giovani e test HPV come esame primario nelle fasce di età superiori, con intervalli più lunghi tra un controllo e l’altro grazie alla maggiore sensibilità del test molecolare. Il percorso di screening è organizzato secondo protocolli standardizzati che includono, in caso di positività, approfondimenti diagnostici come la colposcopia e il follow-up mirato, garantendo un’elevata capacità di intercettare le lesioni precancerose in fase precoce e di trattarle prima che evolvano. Un elemento cruciale del sistema è rappresentato dalla chiamata attiva, che riduce le disuguaglianze di accesso e aumenta l’adesione della popolazione, anche se permangono criticità legate alla partecipazione, influenzata da fattori culturali, informativi e organizzativi.
L’integrazione tra vaccinazione HPV e screening rappresenta oggi la strategia più efficace per il controllo del carcinoma cervicale, con l’obiettivo a lungo termine, sostenuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, di arrivare all’eliminazione di questa neoplasia come problema di sanità pubblica, risultato realisticamente raggiungibile attraverso un’elevata copertura vaccinale, una buona adesione ai programmi di screening e una corretta informazione della popolazione.
Popolazione target
Donne tra 25 e 64 anni, incluse le donne vaccinate per HPV che devono comunque aderire allo screening
Fascia 25–29 anni
Test di primo livello Pap test
Intervallo ogni 3 anni
Se il risultato è negativo si prosegue con screening di routine
Se ASC-US si esegue test HPV come triage
Se LSIL o HSIL si invia a colposcopia
Fascia 30–64 anni
Test di primo livello HPV test
Intervallo ogni 5 anni
Se HPV negativo si torna allo screening di routine
Se HPV positivo si esegue citologia di triage
Se la citologia è negativa si ripete HPV test dopo 1 anno
Se la citologia mostra ASC-US o lesioni di grado superiore si invia a colposcopia